Dopo la Germania, è la volta degli Stati Uniti: il Rainforest Action Network (RAN) pubblica in un rapporto i risultati delle analisi della carta dei libri per bambini: dai campioni analizzati emerge che la maggior parte dei grandi editori statunitensi è coinvolta nella distruzione delle foreste pluviali.
SalvaLeForeste - Su 30 libri per bambini analizzati dal RAN, 18 (il 60%) contengono fibre provenienti dalla distruzione delle foreste puviali. Tra i libri legati alla deforestazione, anche testi che descrivono l'importanza della protezione delle foreste! Lo scorso novembre il WWF aveva commissionato simili analisi, e 19 libri su 51 contenevano fibre di legni duri tropicali, tipici delle foreste pluviali. Insomma, la percentuale sembra crescere invece che diminuire. "Molte case editrici si sono già impegnate a ridurre il proprio impatto ambientale. Non credo che i bambini e i loro genitori debbano essere messi di fronte alla scelta se rinunciare ai libri o alle foreste - spiega Lafcadio Cortesi, di RAN - Ci sono alternative praticabili alla distruzione delle ultime foreste pluviali . L'editoria non dovrebbe tollerare un solo libro stampato su carta proveniente dalla distruzione della foresta pluviale, dall'estinzione delle specie e dai cambiamenti climatici".
Il degrado e la distruzione delle foreste pluviali tropicali è responsabile di quindici per cento delle emissioni globali di gas serra. Le emissioni di carbonio derivanti dalla rapida deforestazione in Indonesia rasentano il cinque per cento delle emissioni globali, a causa della distruzione delle foreste torbiere. Questo paese è divenuto così il terzo emettitore di gas serra a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Cina.

Il degrado e la distruzione delle foreste pluviali tropicali è responsabile di quindici per cento delle emissioni globali di gas serra. Le emissioni di carbonio derivanti dalla rapida deforestazione in Indonesia rasentano il cinque per cento delle emissioni globali, a causa della distruzione delle foreste torbiere. Questo paese è divenuto così il terzo emettitore di gas serra a livello mondiale, dopo Stati Uniti e Cina.
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